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Due donne e due uomini. Quattro diodi. Quattro partigiani che hanno combattuto per un altro mondo e ce l'hanno fatta, ma l'altro mondo non era questo. Un film per provare, come moderni diodi, a far fluire la corrente nella giusta direzione. Un documentario di Domenico Scarpino, Fulvia Alidori, Giulia Maraviglia e Saverio Tommasi. Musiche originali L'Apprendista Bardo.
PROIEZIONE IN PRIMA ASSOLUTA: Venerdì 17 febbraio ore 21:00, Teatro Puccini, Firenze. Biglietti in prevendita presso il Teatro Puccini e nel circuito Box Office. Saverio Tommasi così parla del film: "E' il mio progetto più bello. Perché non è solo mio, ci abbiamo lavorato in quattro. Due donne e due uomini. Come i partigiani che abbiamo intervistato e che fanno parte di questo film". Sinossi: Diodi è una parola. I diodi sono componenti elettronici che impediscono al flusso di corrente di tornare indietro. Hanno a che fare con la direzione. La giusta direzione, quella che fa funzionare le cose. Resistenza è una parola. La resistenza, in un circuito elettronico, permette il flusso dell’energia senza interromperla. La resistenza è una caratteristica fisica: la forza unita alla durata. La resistenza è la storia dell’Italia durante la Seconda guerra mondiale e della lotta al nazifascismo, una Storia che si intreccia con mille storie, voci e suoni. Ha a che fare con le speranze, la forza e la tenacia delle persone. La direzione, l’energia e la tenacia sono le caratteristiche delle quattro vite da cui nasce questo racconto. Due donne e due uomini. Quattro storie e una
Storia. Quattro partigiani che sono e sono stati diodi. Laila, Pillo, Aldo e Didala sono i loro nomi. Nel 1945 Laila, Pillo, Aldo e Didala lottarono per un altro mondo e ce la fecero, anche se l’altro mondo non era questo. Alle loro vite siamo approdati attraverso il racconto. Un dono che non vogliamo perdere. Per questo abbiamo scelto di far viaggiare le loro parole, le loro espressioni e i loro sguardi raccontando la loro scelta, la scelta della resistenza. La scelta di stare dalla parte giusta, una scelta al tempo stesso intima e rivoluzionaria, un’esperienza tanto individuale quanto collettiva. Una strada che, percorsa da molti, ha portato al cambiamento. Diodi come la giusta direzione. Resistenza come corrente continua. Quattro come i punti cardinali, per non perdere l’orientamento. Diodi è un film dedicato ai partigiani Laila, Pillo, Aldo e Didala. http://www.diodifilm.it |
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La strage razzista di cittadini senegalesi - due morti e tre feriti - effettuata a Firenze lo scorso 13 dicembre da un neo-fascista collegato con Casapound, sottolinea che il ruolo della nostra Associazione è sempre piĂą centrale nella vita della comunitĂ . Solo se riusciamo a diffondere, infatti, valori incentrati sulla solidarietĂ e il rispetto dei diritti di ogni uomo o donna, possiamo costruire una societĂ piĂą giusta e tollerante. Ecco perchĂ©, oggi forse piĂą di ieri, rinnovare la Tessera dell’ANPI diventa un gesto importante per ogni persona che ha a cuore il futuro del nostro Paese e delle nuove generazioni. Proprio per dare il giusto valore a questo momento, abbiamo deciso, come Sezione ANPI di Scandicci, di organizzare la GIORNATA del TESSERAMENTO 2012 che si terrĂ Sabato 4 febbraio alle ore 10,00 presso la ns. sede in via dei Rossi, con un piccolo rinfresco offerto ai presenti. SeguirĂ un pranzo sociale alle ore 12,45 presso il Ristorante “Bella Ciao” al costo di € 18 bevande incluse (bambini sotto i 10 anni € 10). Per chi ha difficoltĂ a raggiungere il Ristorante con mezzi propri, sarĂ organizzato, previa comunicazione telefonica, un servizio apposito di trasporto.Â
La sede, nei mesi di febbraio e marzo, sarà aperta tutti i sabato mattina (in orario 10-12,30), per consentire a tutte/i di venire a trovarci, raccogliere pareri e consigli, rinnovare la tessera. Per prenotare il pranzo sociale del 4 febbraio o avere qualsiasi altra informazione,
puoi prendere contatti scrivendo a:
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Sabato 28 gennaio l'ANPI Scandicci sarà in piazza del mercato, insieme ad alcuni partiti, come Comitato Unitario Antifascista di Scandicci, per raccogliere le firme sulle due proposte di legge di iniziativa popolare "L'Italia sono anch'io" sui diritti di cittadinanza nei confronti dei minori stranieri nati in Itala e per il diritto al voto amministrativo ai cittadini stranieri, residenti da almeno 5 anni. E' un primo importante segnale che vogliamo dare, sia contro il pesante clima securitario che si respira da anni in Italia nei confronti dei cittadini stranieri, sia per ricordare la barbara uccisione di due cittadini senegalesi, avvenuta a Firenze a dicembre, da parte di un estremista neo-fascista.
Di seguito il testo del volantino preparato per l'occasione:
COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA SCANDICCI
oggi in piazza
PER UN’ITALIA DEMOCRATICA E INTERCULTURALE che rispetta la Costituzione nata dalla Resistenza
- per sostenere "L’Italia sono anch’io", campagna di raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza dirette a riconoscere la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri e per estendere il diritto elettorale amministrativo, ai lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia da cinque anni.
- per ribadire il nostro NO alle organizzazioni (spesso appoggiate da esponenti di PDL e Lega) che inneggiano all’odio razziale e fanno apologia del nazi-fascismo, e per chiedere che siano applicate le leggi italiane in vigore che proibiscono la loro attività .
- per non dimenticare la recente, barbara uccisione di due cittadini senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, e il ferimento grave di altri tre, da parte di un militante di estrema destra in piazza Dalmazia a Firenze.
Quello di oggi è un primo momento unitario delle associazioni, sindacati e partiti, che fanno parte del Comitato e che hanno a cuore i diritti umani e i princìpi fondamentali della Costituzione, baluardo essenziale contro ogni disegno antidemocratico nel nostro paese. Ieri, 27 gennaio, “giorno della memoria”, ricorreva l'anniversario della liberazione dei prigionieri di Auschwitz nel 1945. Erano le vittime del nazi-fascismo che praticava il razzismo. Le idee razziste generano atti di violenza contro chi ha la pelle di un altro colore, una fede differente, etc, solo perché viene definito un “diverso”.
Vigileremo affinchè nessun rigurgito neo-fascista si diffonda nel nostro territorio
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 "Gassazione" opera di David Olère
"Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti" Legge 20 luglio 2000, n. 211
Art. 1. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Per ricordare tutte le vittime della follia omicida nazista il Parlamento italiano ha scelto, nel 2000, la data del 27 Gennaio. Il 27 gennaio del 1945, infatti, le truppe sovietiche, avanzando nel territorio polacco, raggiungevano il campo di Auschwitz. Il mondo intero cominciava, così, a prendere coscienza delle proporzioni e della radicalità dello sterminio del popolo ebraico e insieme ad esso, di centinaia di migliaia di altri individui, che, secondo l'ideologia hitleriana, non dovevano e potevano trovare posto nella nuova Europa ariana. Nei paesi occupati dai nazisti, soprattutto quelli dell'Europa orientale, come nella stessa Germania, furono così, insieme agli ebrei, perseguitati, deportati e sterminati gli appartenenti a minoranze etniche considerate inferiori (sinti e rom e alcune minoranze slave), o religiose (Testimoni di Geova), e, in nome di un'aberrante ideologia, quanti erano affetti da handicap fisici o mentali o erano, secondo l'ideologia nazista, colpevoli di una inaccettabile devianza sociale: omossessuali, ecc. Fra le vittime dello sterminio vanno poi anche ricordati quei prigionieri fatti dai nazisti nei paesi occupati a cui non veniva riconosciuto lo status di prigioniero di guerra e che venivano inviati in campi di concentramento dove le condizioni detentive erano durissime. Molti di questi, soprattutto nei paesi dell'Europa orientale, in considerazione della loro posizione sociale o politica (dirigenti comunisti o ufficiali dell'esercito) non venivano neppure deportati ma brutalmente eliminati una volta catturati. Ben sei milioni di ebrei, giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista. La Shoah si sviluppò in cinque diverse fasi: I. la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei; II. la loro espulsione dai territori della Germania; III. la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla società e in precarie condizioni sanitarie ed economiche; IV. i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell'Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento; V. la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un'immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all'esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati.
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"Il nuovo regime basato sui consumi, sulla loro pubblicità e sul consenso che li deve circondare non ha bisogno di essere radicale e apertamente violento. Va meglio la violazione sistematica della legalità grazie alla corruzione e al sofisma avvocatesco, va meglio il finto ossequio alle regole. Mantenerne l’apparenza è molto più pericoloso per la democrazia che una violazione scoperta". Estratto da un articolo di Giorgio Bocca apparso su Micromega del 2/2001
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