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Resistenza in Europa e in Italia
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La Resistenza europea: caratteri generali
Il protrarsi della guerra ed i metodi che i nazisti usavano determinarono,nei  paesi occupati, il formarsi di gruppi organizzati di opposizione attiva  generalmente sostenuti dalle popolazioni oppresse. Ribellione morale alle atrocità naziste, reazione nazionale all’occupazione tedesca, convinzioni politiche antifasciste,aspirazioni ad una trasformazione della società Queste le motivazioni dei gruppi oppositori  Opposizioni espresse in forme e manifestazioni diverse.Dalla disobbedienza agli ordini delle autorità naziste di occupazione, al collegamento con le direzioni militari e politiche delle potenze alleate  antinaziste.Dal sabotaggio, alla lotta di massa, all’organizzazione dell’azione armata nelle città  e sulle montagne.
Attività che  si sono poi caratterizzate in termini politici ed ideologici fino a rappresentare un fattore di maturazione della coscienza civile  e popolare europea
La Resistenza fu fenomeno internazionale, ma profondamente radicata nelle realtĂ  dei singoli paesi.
 Il movimento prese denominazioni diverse da paese a paese.Lotta clandestina, in Polonia. Guerra partigiana, nei territori occupati dell’Unione Sovietica.Resistenza, in Francia ed in Italia. Movimento di liberazione, in altri paesi

 

La Resistenza in Italia
Il  governo Badoglio firmò l’armistizio con gli anglo-americani il 3 settembre 43 che fu reso noto il successivo 8 settembre 1943.Lo stesso giorno il re, la sua corte ed il governo fuggirono da Roma per riparare a Brindisi già occupata dagli alleati. L’esercito italiano,rimasto senza punti di riferimento ed ordini,si dissolse
La firma dell’armistizio spinse i tedeschi a  disarmare le truppe italiane, rimaste prive di ordini. In alcuni casi reparti dell’esercito italiano -su iniziativa dei rispettivi ufficiali- si opposero alla richiesta di consegna delle armi   combattendo i tedeschi. I combattimenti ebbero luogo al passo di Tarvisio, dove la guardia di frontiera si oppose -nella notte tra l’8 ed il 9 settembre- al passaggio delle truppe tedesche. A Roma, nei pressi di Porta San Paolo, dove militari e civili si opposero alle forze tedesche che tentavano di entrare in città. A Piombino, dove civili e militari si opposero al tentativo tedesco di sbarcare in città per occupare gli impianti siderurgici. A Cefalonia, dove la divisione “Acqui” rifiutò di arrendersi, combattè per alcuni giorni e venne quasi completamente sterminata.
Altrove i reparti si arresero senza combattere –650.000 furono fatti prigionieri dai tedeschi ed inviati in Germania- nella maggior parte semplicemente si dispersero ed ogni singolo militare si arrangiò, come meglio seppe, per tentare di ritornare a casa.
La Resistenza in Italia si avviò, di fatto in questo contesto, con la formazione di gruppi combattenti, -seguita alla dissoluzione dell’esercito- contro gli eserciti nazifascisti
manifesto_RSI.jpgNel contempo -nella terza decade di settembre- Mussolini tornò dalla Germania in Italia con il compito di costituire un governo “alleato” dei tedeschi, in grado di continuare la guerra contro gli alleati ed il governo Badoglio.Nel corso della prima decade del novembre successivo, Mussolini annunziò la costituzione della Repubblica Sociale Italiana alleata della Germania. Si determinò,così,  un’ Italia divisa in due parti. Al nord la Repubblica Sociale Italiana(R.S.I.) costituita da Mussolini  e al sud il governo legittimo del re. L’Italia fu così sottoposta a due occupazioni militari: Alleati a sud, Nazifascisti a nord.
In questo quadro si costituirono le prime formazioni partigiane per combattere i tedeschi ed i fascisti dell’R.S.I. Vi confluirono uomini con esperienze molto diverse: soldati sbandati dopo l’8 settembre, reduci delle disastrose campagne militari del Regio esercito, combattenti antifascisti della guerra civile spagnola, militanti antifascisti formatisi nell’attività clandestina, soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia. Uomini e donne, accomunati dall’antifascismo, che imboccarono la strada della Resistenza convinti della necessità di riscatto collettivo del Paese.Dal 27 al 30 settembre Napoli insorse cacciando l’occupante.Altri scontri si verificarono nel Mezzogiorno
Nella prima metà di settembre, nel frattempo, i partiti antifascisti costituirono il Comitato di Liberazione Nazionale(CLN) che avviò il collegamento con i nuclei combattenti
Su questi primi nuclei (9-10.000 combattenti nell’autunno inverno 1943-1944) si svilupperà un movimento partigiano con basi popolari (70-80.000 nell’estate del 1944) per raggiungere le 120-130.000 unità nella primavera del 1945.Il movimento partigiano era, prevalentemente articolato nelle Brigate Garibaldi (di orientamento comunista) nelle formazioni di Giustizie e Libertà (azioniste), nelle brigate autonome (guidate da militari, spesso di orientamento monarchico), nelle Brigate Matteotti, o Rosselli, socialiste, e nelle Fiamme Verdi, o Brigate del Popolo (democristiane).
La Resistenza non fu solo quella armata.E’ difficile pensare che la Resistenza armata avrebbe avuto luogo,come è stata,se non avesse potuto avvalersi del supporto dalla Resistenza civile.Cioè famiglie, piccole comunità, talvolta popolazioni che hanno fornito il supporto -logistico, informativo ,etc-  essenziale per i gruppi militari.
Dopo un primo momento speso ad aggregare ed armare gli uomini, a trovare le dislocazioni adatte alle formazioni partigiane, a strutturare le formazioni e ad effettuare i primi combattimenti, la Resistenza assunse una fisionomia sempre più organizzata,  in grado di portare attacchi militari consistente ai nazisti ed ai fascisti.
fucilazione_di_partigianiNel gennaio del 1944, con l’Italia divisa dal fronte dei combattimenti, il CLN fu diviso in due.Il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) con sede a Milano, con compiti di guidare la lotta armata nei territori occupati dai nazifascismi.Il CLNC (Comitato di Liberazione Nazionale Centrale)che, man mano che il fronte procedeva, operava nelle zone liberate dalle formazioni partigiane e dagli anglo-americani. Il CLN deliberò inoltre (9 giugno 1944), la costituzione di una formazione militare il CVL (Corpo Volontari della Libertà), ufficialmente riconosciuto sia dagli Alleati che dal Governo italiano. Al CVL venne affidato il compito di coordinamento generale dell’attività delle formazioni partigiane ponendole sotto un unico comando.
L’estate del 1944 costituisce un momento di maggiore estensione dell’attività partigiana. Tra la liberazione di Roma del 4 giugno e la battaglia di Firenze,che si sviluppò nel corso del mese di agosto, i partigiani sottoposero le truppe nazifasciste ad uno stillicidio di azioni. Dal sabotaggio delle comunicazioni agli attacchi a convogli e distaccamenti, dagli attacchi dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) contro dirigenti nazisti e fascisti, al lavoro di massa delle SAP (Squadre di Azione Patriottica).Nella lunga battaglia di Firenze, inoltre, i partigiani furono i protagonisti dei combattimenti all’interno della città e quindi della sua liberazione L’obiettivo militare della Resistenza risiedeva infatti nel rendere insicure le vie di comunicazione, e nel tenere sotto la minaccia di ritorsioni i capi del fascismo repubblicano. Un altro obiettivo era costituito dall’ostacolare la manovra militare tedesca imponendo consistenti distaccamenti di uomini -da distogliere dal fronte- per impiegarli nelle funzioni di scorta ai convogli. L’attività partigiana nella tarda estate del 1944 condusse, tra l’altro, alla liberazione dai nazifascisti di sempre più ampie porzioni di territorio, soprattutto delle zone montuose e collinari. In questi territori liberati si ebbe l’esperienza delle cosiddette repubbliche partigiane, tra le quali quella di Montefiorino, di Torriglia, del Monferrato, dell’Ossola, della Carnia. Si trattava di esperienze significative della Resistenza che ne dimostrarono il significato politico. In tali territori infatti -seppure liberati per brevi periodi (da tre settimane a tre mesi)- il movimenti partigiano ricostituì le amministrazioni comunale attraverso libere elezioni, promosse la libertà di stampa, e sviluppò atti di governo del territorio. Dopo anni di dittatura vennero ripristinate forme di dialettica democratica. Queste eventi,frutto dell’accresciuto ruolo politico-militare della Resistenza, spinsero i nazifascismi a promuovere una campagna repressiva volta a colpire duramente non solo le formazioni partigiane, ma anche le popolazioni delle zone dove queste stavano operando.Venne applicata la tattica del terrore stragista già sperimentata nell’Europa orientale. Si assisteva così alla distruzione di interi paesi e di assassinii di massa concentrati soprattutto nella zona della Linea Gotica( la strage di S.Anna di Stazzema,infatti, è la più vasta di quelle compiute in Toscana).
La stagnazione del fronte -dalla fine del mese di ottobre del 1944 alla primavera del 1945- lungo la linea appenninica che corre dalla Toscana alla Romagna, sottopose le forze della Resistenza ad un periodo estremamente difficile. I nazifascisti poterono dedicare maggiori forze ai rastrellamenti antipartigiani.Nel contempo il generale inglese H. Alexander, comandante del corpo di spedizione Alleato in Italia, il 13 novembre 1944 invitava i partigiani a cessare le operazioni.Si corse anche il rischio dello smantellamento delle brigate. In questo periodo, infatti, le brigate partigiane ebbero momenti molto difficili. All’intensificarsi della repressione nazifascista si aggiunse il peggioramento delle condizioni di vita dovute al rigido inverno.
Nella primavera del 1945 l’iniziativa della Resistenza tornava a farsi più efficace. Alla fine di marzo fu formato un comitato insurrezionale costituito da Leo Valiani (partito d’Azionisti), Sandro Pertini (socialista), Emilio Sereni (comunista) che affiancò le formazioni combattenti alla ripresa dell’offensiva alleata.
 Il 18 aprile Torino è bloccata da uno sciopero pre-insurrezionale.Il 21 Bologna è raggiunta e liberata dagli Alleati dopo che i partigiani avevano combattuto per due giorni contro i tedeschi in ritirata. Il 23 insorge Genova dove le forze della Resistenza fanno prigionieri circa 6.000 tedeschi.Il 25 aprile il CLNAI impartisce l’ordine di insurrezione generale assumendo i pieni poteri militari e civili.Gli ultimi combattimenti termineranno nei giorni successivi.La guerra in Italia ha termine. Nel corso dei 20 mesi,circa, che separano l’8 settembre 1943 dal 25 aprile del 1945 la funzione politica, militare e civile svolta dalla Resistenza ha posto le basi per il riscatto del Paese dall’esperienza fascista. Un riscatto reso possibile non solo dai combattenti ma anche da tutti i cittadini che garantirono la sicurezza e l’approvvigionamento delle formazioni, che consentirono in definitiva agli uomini in armi di assolvere il compito che si erano assunti.

 

Cane ANPI

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Vertice del C.V.L.
(Corpo Volontari Liberazione)

Da destra:
Enrico Mattei
Democrazia Cristiana
Luigi Longo
Partito Comunista
Raffaele Cadorna
Comandante del C.V.L.
Ferruccio Parri
Partito d'Azione
G. Battista Stucchi
Partito Socialista
Mario Argenton
Capo di Stato Maggiore
del CVL


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Contatti

ANPI SCANDICCI

Via De rossi, 26
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Tel: 055 254758
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