| [27.10.09] - Anche Reporters Sans Frontieres "boccia" l'informazione italiana |
| Lunedì 26 Ottobre 2009 18:54 |
Dopo che qualche mese fa il Freedom House (istituto autonomo statunitense) aveva dato un pessimo giudizio sull’Italia per quanto riguarda la libertà di informazione, collocandoci fra i paesi "semi-liberi", anche Reporters sans Frontières, nel suo monitoraggio annuale in cui valuta 173 paesi, fornisce un giudizio critico, collocandoci al 49.mo posto a livello mondiale (nel 2008 avevamo il 44.mo posto).La motivazione si basa sulle difficoltà che impediscono ai giornalisti italiani di svolgere il proprio lavoro, per le minacce della criminalità organizzata, per il forte controllo del governo sul sistema dei mass-media, per i progetti di legge che tendono a limitare pesantemente l’esercizio di una completa informazione sull’attività giudiziaria. Il testo diffuso da Reporters sans frontieres afferma come “tra un progetto di riforma liberticida e le minacce della mafia, la situazione della libertà di stampa in Italia preoccupa sempre più i vicini europei”. E poi precisa: “L’influenza delle organizzazioni mafiose sul settore dei media si rafforza e obbliga gran parte dei giornalisti alla prudenza. Il ritorno di Silvio Berlusconi al potere pone nuovamente la questione dell’accentramento dei media audiovisivi e del loro controllo da parte del potere esecutivo, Le riforme legislative avviate riguardo alla limitazione della pubblicazione di atti processuali costituiscono un’evoluzione incompatibile con gli standard democratici dell’Unione Europea”. Viene aggiunto inoltre che: “Situazione atipica all’interno dell’Ue, il presidente del Consiglio Berlusconi detiene di nuovo il controllo delle tre reti televisive pubbliche Rai, da una parte, e del principale gruppo televisivo privato Mediaset, dall’altra. Una predominanza che favorisce anche l’autocensura di una parte della professione”. L’allarme di Reporters sans Frontieres è anche per la sicurezza personale dei giornalisti che si occupano di criminalità organizzata. Cita i casi, non isolati, di Roberto Saviano, Lino Abbate, Rosanna Capacchione. Fonti: siti di Articolo 21, IlSole 24 ore. Immagine: http://misilmeriblog.wordpress.com
art.21 della Costituzione: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure...."
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