| [17.06.09] - LA COSTITUZIONE ALLA PROVA DEI FATTI |
| Mercoledì 17 Giugno 2009 13:43 |
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 In questa rubrica cercheremo di valutare quello che succede oggi in Italia, attraverso la lente acuta e netta degli articoli del Documento fondante del ns. Paese: la Costituzione.
Riportare il contenuto di alcuni di essi per poi citare alcune notizie, determinati documenti che mettono in evidenza quei comportamenti del Governo, delle forze politiche, di determinati organi e poteri dello Stato che si dimostrano lontani dal contenuto della Costituzione e dai suoi princìpi. Cominciamo dall'articolo 2.
I diritti umani in Italia 2009Dal rapporto di Amnesty International Sezione Italiana, un atto di accusa verso il nostro Governo per la detenzione dei migranti e dei richiedenti asilo e per i loro respingimenti in Libia.
Amnesty International Sezione Italiana, dopo aver mosso nei mesi scorsi una serie di rilievi all’Italia relativi al trattamento della popolazione rom e del rischio di un attacco nei confronti dei diritti umani, prodotto dalla legislazione di emergenza, ha elaborato a maggio 2009 una scheda di aggiornamento (consultabile sul sito www.amnesty.it). In tale scheda si denunciano alcuni comportamenti inaccettabili delle nostre autorità : - Si parla dei richiedenti asilo che sono sottoposti ad una detenzione de facto, priva di basi legali certe e di controllo giudiziario. Fra l’altro si evidenzia come i richiedenti asilo giunti via mare, siano spesso stati detenuti, anche per settimane, prima di avere la possibilità di formalizzare la propria domanda. - Fra i fatti citati, quello che è successo a Lampedusa, prima semplice luogo di soccorso, ed ora struttura anche di trattenimento, dove sono state concentrate anche 2000 persone rispetto agli 804 posti disponibili, con evidenti conseguenze da un punto di vista delle condizioni di vita ed igienico-sanitarie. Ad aprile il rapporto ricorda il palleggio di responsabilità fra Italia e Malta su disquisizioni di diritto internazionale, mentre 140 migranti e richiedenti asilo erano stati tratti in salvo dalla nave turca “Pinar”. Per quattro giorni, ricorda Amnesty, sono stati lasciati sul ponte della nave senza cibo né acqua a sufficienza. Tra il 7 e l’11 maggio 2009 l’Italia ha poi condotto forzatamente 500 migranti e richiedenti asilo in Libia (il 75% delle persone che arrivano in Italia via mare sono richiedenti asilo precisa il rapporto di Amnesty). Fra l’altro si sottolinea come la Libia non abbia ad oggi una procedura d’asilo e non offra protezione a migranti e rifugiati. Il Rapporto al riguardo esplicitamente riporta: ”Considerato l’effettivo controllo che l’Italia ha potuto esercitare, seppur in zona extraterritoriale, sulle persone soccorse, essa sarà considerata responsabile di quanto accadrà ai migranti e ai richiedenti asilo riportati in Libia”. |


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