| [19.05.09] - Prima che sia troppo tardi |
| Martedì 19 Maggio 2009 16:30 |
|
In queste ore si sta consumando in Italia l’ennesimo scempio della Carta costituzionale e della Dichiarazione universale dei diritti umani. Con la scusa della “Sicurezza”, paura montata ad arte con la complicità di tv e giornali, imponendo il voto di fiducia al Parlamento, il governo di destra ha fatto approvare alla Camera il Decreto sicurezza, una delle pagine più nere nella storia recente del nostro paese. Ricordiamo le parole usate tempo fa dal prof. Luigi Ferrajoli: “Il messaggio che si vuole far passare è da tempo quello secondo cui la criminalità - la vera criminalità che realmente attenta alla "sicurezza" e che occorre prevenire e perseguire è solamente quella di strada; non dunque le infrazioni dei potenti - le corruzioni, i falsi in bilancio, i fondi neri ed occulti, le frodi fiscali, i riciclaggi, né tanto meno le guerre, i crimini di guerra, le devastazioni dell'ambiente e gli attentati alla salute …..” Il “diritto” che questa maggioranza di destra conosce è quello minimo e mite per i ricchi ed i potenti; diritto massimo e inflessibile per i poveri e gli emarginati. “… Queste leggi non si limitano a riflettere e ad assecondare il razzismo diffuso nella società, ma sono esse stesse leggi razziste: le odierne leggi razziali, a distanza di 70 anni dalle leggi razziali di Mussolini, delle quali i nostri governanti dovrebbero innanzitutto vergognarsi. Per la prima volta nella storia della Repubblica la stigmatizzazione penale – come soggetti pericolosi, come potenziali e tendenziali delinquenti, come portatori di un’aggravante legata alla loro identità – non colpisce singoli individui sulla base dei reati da essi commessi, ma intere categorie, intere classi di persone, sulla base della loro identità etnica.”
I PARTIGIANI E GLI ANTIFASCISTI DELLA SEZIONE A.N.P.I. DI SCANDICCI: - CONDANNANO IL CARATTERE RAZZISTA E ANTICOSTITUZIONALE DI QUESTO PROVVEDIMENTO. - ADERISCONO ALLE FORME PACIFICHE DI PROTESTA PROMOSSE IN TUTTA ITALIA,
Chi ritiene di fare considerazioni e/o proposte in merito è pregato di farle, commentando. |


Commenti