I MINISTRI DAL CUORE "NERO" PDF Stampa E-mail
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Un paese come il nostro, che ha avuto migliaia di morti  dovuti al nazi-fascismo, si ritrova ora con un Governo in cui  i  “nostalgici” sono molti. E  di tali “figure”  chiediamo le dimissioni.

A Livorno, presso la caserma Vannucci, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha elogiato i corpi militari ricordando la  Decima Mas, Junio Valerio Borghese e la Repubblica sociale. "Tra i reparti schierati in questo piazzale c'è l'elite delle nostre forze armate, come il Comsubin della marina, erede della non dimenticata Decima Mas", ha dichiarato il ministro ex  missino.
L’uscita nostalgica ha ovviamente suscitato numerose proteste. La Russa, per nulla pentito o imbarazzato dal fatto, ha dichiarato di voler semplicemente sottolineare l’eroismo riconosciuto della Decima Mas.

Ma cosa fece la Decima MAS durante gli anni della Repubblica di Salò?
Riportiamo dal sito nazionale dell'ANPI , la sintesi  delle loro "eroiche azioni"

Il processo iniziato a Roma l'8 febbraio 1948 contro Junio Valerio Borghese portò a conoscenza dell'opinione pubblica alcuni  dei servizi più significativi resi dalla "Decima MAS" agli invasori tedeschi.
Nella sentenza di rinvio a giudizio le imputazioni erano, tra l'altro, di aver compiuto "continue e feroci azioni di rastrellamento di partigiani e di elementi antifascisti in genere, talvolta in stretta collaborazione con le forze armate germaniche, azioni che di solito si concludevano con la cattura, le sevizie particolarmente efferate, la deportazione e la uccisione degli arrestati, e tutto ciò sempre allo scopo di contribuire a rendere tranquille le retrovie del nemico, in modo che questi più agevolmente potesse contrastare il passo agli eserciti liberatori".

Diversi gli episodi di violenza criminale addebitati alla formazione di Junio Valerio Borghese. Tra questi quelli di Valmozzola, con uccisione di dodici partigiani in combattimento ed esecuzione sommaria di altri otto partigiani catturati; di Crocetta del Montello, con uccisione di sei partigiani e sevizie efferate di altri arrestati; di Castelletto Ticino, con l'uccisione di cinque ostaggi; di Borgo Ticino, con l'uccisione di dodici ostaggi, oltre a "ingiustificate azioni di saccheggio ed asportazione violenta ed arbitraria di averi di ogni genere, ciò che il più delle volte si risolveva in un ingiusto profitto personale di chi partecipava a queste operazioni".


Condannato a una pena più che mite, Borghese poté riprendere, dopo un breve soggiorno in carcere, le sue attività contro la Repubblica (che riportiamo di seguito): Dopo una lunga militanza nel MSI, dove ricoprì, negli anni '50, anche l'incarico di presidente del partito, la sua ultima creatura fu nel 1968 il Fronte Nazionale, in realtà un coordinamento delle principali organizzazioni della destra extraparlamentare, da Ordine Nuovo a Avanguardia Nazionale, in funzione del colpo di Stato. Tentativo di colpo di Stato che Borghese, insieme ad altri settori e apparati, fuori e dentro lo Stato,  portò  avanti  nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970.

Va ricordato che qualche mese fa il ministro della Repubblica, Brambilla, si era segnalata per un “saluto romano” durante una cerimonia pubblica.
L’ANPI  Scandicci crede che l’indifferenza sia un male che non va accettato e che la responsabilità è personale, anche a livello storico.
Pertanto un ministro della Repubblica che elogia la Decima MAS o fa un saluto romano, non può rappresentare il nostro paese nato dalla Resistenza, che ha nella Costituzione il proprio fondamento.
Chiediamo pertanto  le dimissioni immediate del ministro La Russa  e l’applicazione puntuale, da parte delle autorità preposte,  delle norme contro le manifestazioni fasciste.
 

Cane ANPI


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