QUANDO IL NEOFASCISTA SI TRAVESTE DA NON CONFORME PDF Stampa E-mail
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Dal momento in cui a Scandicci si è svolto a settembre, il concerto-festa dei gruppi musicali neo-fascisti, organizzato dalla Fenice di Firenze, abbiamo pensato a questo: non possiamo rimanere inerti ed indifferenti rispetto all'esistenza di una realtà simile nel nostro territorio,  che diffonde idee basate sull'odio razziale e che esalta  il nazi-fascismo.

La Fenice di Firenze si definisce un’associazione culturale, una libreria, ma soprattutto una “comunità militante”.
Nata nell’Ottobre 2005, nel suo sito afferma che  “si propone di mostrare e far conoscere una via nuova, sconosciuta, sepolta forzatamente, accompagnata da un bagaglio culturale che da troppo tempo è rimasto nell’ombra…”. La Fenice, ha aperto un locale “Quota33" in via della Scala a Firenze che è libreria, luogo di incontro, aggregazione, dove ognuno, secondo loro,  “può rinfrancare  il proprio spirito”.

L’associazione gestisce anche  un sito  che  è un suo punto vendita on line (quota 33), dove si vendono spille, portachiavi, magliette e altro che a nostro avviso configurano l'apologia del fascismo e dei suoi simboli: si vendono infatti spille e portachiavi con i simboli delle ss, del fascio littorio, del teschio della x mas (reparto della rsi che insanguinò con le sue truci azioni vari paesi del Nord Italia), della croce celtica e altre di queste vergognose e “insanguinate” patacche.
Viene venduta anche una maglietta nera con fronte Pavolini e frase "Di tutta la Repubblica la meglio gioventù". Su manica sinistra toppa tricolore con fascio littorio stilizzato e firmata la Fenice.

Ma chi fu Pavolini?  Dal sito nazionale dell’A.N.P.I. ricaviamo la biografia del  gerarca fascista:
Fece parte delle più famigerate, violente e sanguinarie “squadre d'azione” fiorentine, diventando il “segretario della federazione fascista” di Firenze nel 1929.
Nel 1939 viene nominato ministro della cultura popolare e inaugura la stagione delle grottesche "veline", cioè “impartisce alla stampa indicazioni obbligatorie” per la presentazione degli avvenimenti. Ministero che venne tout court definito Minculpop. Alla defenestrazione di Mussolini, il 25 luglio 1943 con il voto del "gran consiglio del fascismo" si rifugiò nell'ambasciata tedesca.
Pavolini, con Ciano e altri, si rifugiò in Germania, da dove ritornò soltanto dopo la liberazione di Mussolini, per

partecipare all'ultima incarnazione del fascismo che fu la "repubblica sociale italiana".
Segretario generale del “partito fascista repubblicano”, fu uno dei più pertinaci accusatori dei "traditori" del 25 luglio, fucilati dopo il processo-farsa che venne imbastito a Verona.
Fondò la sua polizia, le “brigate nere”, che sparsero a piene mani, nelle città e nelle campagne, tortura e morte.
Negli ultimi giorni del Regime, Pavolini riesce a fuggire e nascondersi per breve tempo. Catturato, venne fucilato a Dongo con altri gerarchi, secondo l'ordinanza del Comitato di liberazione nazionale

Ci sembra pertanto necessario sapere chi abbiamo davanti e quali idee diffondono, per poterli isolare e smascherare: il linguaggio usato infatti, in questo come in altri siti, può trarre in inganno la ragazza o il ragazzo che vi si imbattono.

Esso non richiama direttamente  al fascismo ed alla dittatura, ma si parla genericamente di una realtà identitaria, non conforme  alternativa, movimentista, di area…..
Ma basta sollevare un po’ il tappeto e il …… sudicio di idee, personaggi e storie già conosciute, che sanno di intolleranza, violenza e di stragi,  appare evidente.

ORA  E  SEMPRE  RESISTENZA!!!!!
 

Cane ANPI


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ANPI SCANDICCI

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