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La morte violenta in carcere di Stefano Cucchi, ci riporta al contenuto del dettato costituzionale: Art.13 “La libertà personale è inviolabile…E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Art. 27 “…..L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva….Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
“Ho avuto modo di vedere le foto della salma di Stefano Cucchi, 31 anni, morto in circostanze tutte ancora da chiarire nel reparto detentivo dell’ospedale Pertini di Roma. È difficile trovare le parole per dire lo strazio di quel corpo, che rivela una agonia sofferta e tormentata. È inconfutabile che il corpo di Stefano Cucchi, gracile e minuto, abbia subito a partire dalla notte tra il 15 e 16 ottobre numerose e gravi offese e abbia riportato lesioni e traumi”. Queste le prime frasi che riprendiamo da un intervento di Luigi Manconi, presidente di “A Buon Diritto” Associazione per le libertà, sulla morte in carcere del ragazzo di Roma. Ma il caso di Roma non è isolato. Leggiamo che i detenuti in Italia hanno raggiunto nel 2009 la cifra di 63.640, oltre 20.000 in più rispetto alla capienza delle carceri italiane. Pensiamo a come deve essere tremendo, vivere e dormire in stato di sovraffollamento nelle piccole celle di un carcere. I dati sono stati forniti da “Antigone”, associazione da anni impegnata negli interventi e nell’analisi del settore carcerario. Ma la cosa che ci colpisce è scoprire che dal lontano 1946, non si aveva una cifra così alta. Sempre secondo i dati di “Antigone” le persone detenute crescono di circa 1.000 unità al mese. Se questa crescita dovesse confermarsi, si arriverà a fine anno a 70.000 detenuti ed a ben 100.000 nel 2012. Dati ancora più drammatici si ricavano dal Dossier "Morire di carcere (consultabile sul sito www.ristretti.it)": I primi sei mesi del 2009 si sono chiusi con un bilancio da "bollettino di guerra" per le carceri italiane: in 181 giorni sono morti 89 detenuti (1 ogni 2 giorni, in media) e 34 di loro si sono suicidati. A questo quadro già grave, dobbiamo aggiungere la preoccupazione per l’impatto che avrà la nuova legge sulla sicurezza, approvata di recente dalla maggioranza di destra in Italia, che prevede anche il reato di clandestinità. Si determinerà un impatto dirompente sulle strutture di detenzione italiane: più detenuti, più abusi, condizioni di sovraffollamento a livelli impensabili, situazione igienica e sanitaria precaria, tensioni e criticità per gli stessi operatori ed il personale di custodia. Il problema delle condizioni dei detenuti qui, nella realtà di Scandicci ci riguarda particolarmente se pensiamo che a Firenze, proprio al confine con il nostro comune, è situata la casa circondariale di Sollicciano con i suoi oltre mille detenuti, rispetto ad una capienza di 447 posti.
(Fonti: www.ANSA.it del 30-6-2009 e rapporto tratto da www.Associazioneantigone.it)
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