GIOVANI: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO? PDF Stampa E-mail
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In questo sito, abbiamo una rubrica che si intitola “la Costituzione violata” dove analizziamo quelle situazioni economico-sociali o  quei provvedimenti legislativi o amministrativi, che configurano un’aperta violazione della Carta fondamentale in vigore nel nostro Paese.
In questa ottica la domanda del titolo : “l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, di cui espressamente  tratta l’art.1 della Costituzione, ci sembra quanto mai  pertinente, vista la grave crisi occupazionale presente e gli attacchi continui ai diritti dei lavoratori, portati avanti dall’attuale Governo di centro-destra.
I dati parlano chiaro, di fronte all’ennesima crisi economica a livello mondiale, non solo determinata dalle speculazioni finanziarie, la maggioranza che guida il nostro Paese non ha saputo dare risposte e soprattutto prospettive di futuro per le nuove generazioni.
La disoccupazione, ce lo dice l’ISTAT, è ormai assestata oltre l’8%, quella giovanile al 28,5%: il che vuol dire che oltre un quarto dei ragazzi e ragazze ivi compresi quelli che escono dalla scuola superiore o Università, non ha la possibilità di trovare lavoro.
Per milioni di persone attualmente l’unico sbocco è quello del lavoro precario, del lavoro nero, dello sfruttamento della mano d’opera da parte di  imprenditori, a volte  senza scrupoli.
Il lavoro non si trova e  quello che c’è è molte volte sottopagato. Per non parlare poi degli incidenti sul lavoro che causano  circa  mille  morti l’anno e  migliaia di invalidi.
A questo quadro pesante si aggiungono le migliaia e migliaia  di inattivi: in molti casi
sono donne, che decidono di abbandonare qualsiasi ricerca di occupazione, in altri si tratta
di uomini, diplomati, residenti  in prevalenza nel Sud Italia.
Un’intera generazione si trova tagliata fuori da questo diritto fondamentale sancito dalla
Costituzione. Avere un lavoro, per una donna o per un uomo, vuol dire avere quel minimo
indispensabile  per vivere e programmare la propria vita,  in autonomia.
Mentre le famiglie e i giovani si trovano in questa preoccupante situazione, il Governo e la
sua maggioranza parlamentare appaiono fermi, incapaci di avviare manovre di ampio respiro
per il rilancio dell’economia quali: gli investimenti sulle energie rinnovabili, la formazione, la ricerca e l’innovazione produttiva.
Solo riportando al centro delle priorità il diritto al lavoro, è possibile dare speranza ai
giovani di oggi e di domani. Solo dando attuazione al dettato costituzionale, in particolare
al Titolo III Rapporti economici, possiamo cercare una crescita che, nel rispetto del bene
pubblico e di uno sviluppo sostenibile, dia un  lavoro dignitoso  a tutti.  Questo è l’appello che come ANPI rivolgiamo ai nostri governanti e in ogni caso a tutte le forze politiche democratiche oggi all’opposizione, che come noi difendono i valori della nostra Costituzione e che si battono per difenderla e soprattutto attuarla. 
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Cane ANPI


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