| basta guerra basta!! |
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Articolo 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Di fronte a notizie come quelle riportate di seguito, ci domandiamo come ANPI Scandicci, perchè l'Italia partecipi a queste missioni che sono solo di guerra, che portano morte e distruzione nei paesi occupati, in piena violazione dell'articolo 11 della Costituzione. Ennesimo 'tragico errore' delle forze d'occupazione in Afghanistan: nove bambini fatti a pezzi dai razzi sparati da elicotteri americani Hemad, 11 anni, era partito di mattina presto dal villaggio di Nangalam per andare a far legna nei boschi insieme ai suoi amici. Erano in dieci: alcuni di loro non erano ancora nati quando il loro paese è stato invaso nel 2001.
Camminando nella neve e nel fango, Hemad e gli altri bambini si sono inerpicati sulle montagne, ignari che poco lontano i talebani avevano appena lanciato dei razzi contro l'avamposto 'Benedizione' dell'esercito americano, ferendo un soldato. ''Avevamo quasi finito di raccogliere la legna quando abbiamo visto arrivare gli elicotteri'', ha raccontato Hemad a un reporter del New York Times. ''Erano due. Si sono avvicinati e abbiamo visto una luce verde, poi si sono allontanati e sono tornati di nuovo, iniziando a sparare. Un razzo ha colpito un albero vicino a me e i suoi rami mi sono caduti addosso. Ero ferito ferito, ma mi sono salvato perché ero nascosto dai rami. Gli elicotteri hanno iniziato a sparare contro gli altri, colpendo uno dopo l'altro''. Tra loro c'era anche Khalid, 14 anni, orfano di entrambi i genitori. Suo zio ha descritto la scena che si è trovato davanti quando a sera, assieme ad altri uomini del villaggio, è andato a cercare i bambini che non tornavano. ''I loro copri erano stati fatti a pezzi dai razzi. Ad alcuni mancava la testa, ad altri le gambe o le braccia. Abbiamo cercato di ricomporli e li abbiamo riportati al villaggio su un letto di corda''. Dopo lo shock iniziale, a Nangalam è esplosa la rabbia. Gli abitanti, duecento persone in tutto, si sono riversati in strada, bruciando le coperte distribuite nei giorni precedenti dalle truppe americane e urlando ''Morte all'America!'', ''Morte a Obama e ai suoi amici!''. Non potendo negare l'evidenza, i comandi americani di Isaf si sono assunti la piena responsabilità di questo ennesimo 'tragico errore'. Scuse e condoglianze sono arrivate subito dal presidente Obama, dal generale Petraues e dal suo vice, il generale Rodriguez, prodottosi in un videomessaggio in cui assieme alle scuse si rivendica la 'rarità ' di questi incidenti. Affermazione che contrasta con le notizie di 'tragici errori' che continuamente giungono dall'Afghanistan - il 28 febbraio due bambini e tre adulti uccisi da elicotteri Usa mentre cacciavano sulle montagne di Kapisa per procurarsi cibo; il 17 febbraio sessantacinque civili massacrati in un raid aereo americano nella stessa provincia di Kunar - e con i dati delle organizzazioni per i diritti umani: nell'ultimo anno le forze Isaf hanno ucciso in media dieci civili a settimana. Enrico Piovesana da Peacereporter
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