| libertà di stampa: l'italia scende al 49° posto |
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Qualche tempo fa Freedom House, un’Organizzazione non profit e indipendente degli Stati Uniti, che ogni anno stila un rapporto sulla libertà di stampa nel mondo, aveva collocato il ns. paese fra quelli parzialmente liberi, al settantatreesimo posto, dopo Benin e Israele.
Ora anche “Reporters sans frontieres” organizzazione internazionale che ha come obiettivo la difesa della libertà di stampa, nel suo rapporto di analisi sul 2009 è categorico con l’Italia, relegandoci al 49° posto nel mondo.
Del rapporto sul ns. paese abbiamo estratto alcune parti:
“E’ l’unico paese al mondo nel quale il presidente del Consiglio controlla direttamente la quasi totalità delle reti televisive nazionali: da una parte i tre canali della tv di Stato Rai in quanto primo ministro e dall’altra il più grande gruppo radiotelevisivo privato (tre canali nazionali, oltre a diversi giornali e a un network radiofonico).
La tv, in generale, rimane la principale fonte di informazione per oltre l’80% della popolazione e, in molti casi, è addirittura l’unica fonte”.
Il problema della nuova legge sulla pubblicazione degli atti giudiziari
“Al parlamento, inoltre, è in discussione una legge (il cui iter legislativo è quasi concluso) che prevede la non pubblicazione di molti atti giudiziari, in particolare delle intercettazioni disposte dalla magistratura (sulle quali il governo ha comunque intenzione di porre un limite).
Oggi la legge italiana prevede che tutti gli atti d’indagine, compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria, siano coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.
Il nuovo disegno di legge, invece, vieta di pubblicare qualsiasi atto (comprese e intercettazioni), anche per riassunto (oggi invece è consentito), fino alla chiusura indagini. Il divieto di pubblicazione è esteso a tutta la attività degli inquirenti, quindi anche ad arresti, sequestri o perquisizioni, dei quali non si potrà più dare notizia. E’ vietata sempre, invece, la pubblicazione di atti o di conversazioni o flussi di comunicazioni di cui sia stata ordinata la distruzione.
Se questa legge passasse i giornalisti, di fatto, non potrebbero più scrivere nulla circa i reati e le indagini della magistratura fino a chiusura delle indagini (da sei mesi a oltre un anno).
Chi viola il segreto rischia il carcere fino a sei mesi, oltre a pesanti sanzioni. Come pena accessoria c’è anche la possibile sospensione dall’attività giornalistica per tre mesi. Pesanti multe sono previste anche per gli editori.
La situazione dell’Europa
“Per la prima volta dal 2002, i primi posti della classifica della libertà di stampa non sono più assegnati unicamente alle Nazioni europee. Solo 15 dei 20 primi Paesi dell’indice appartengono al Vecchio Continente, rispetto ai 18 nel 2008. Undici di questi 15 Paesi sono membri dell’Unione europea, inclusi i primi tre posti della classifica: Danimarca, Finlandia e Irlanda.
Anche due Paesi candidati all’adesione all’UE hanno riscontrato drammatiche perdite di punti. La Croazia (78°), perde 33 punti, e la Turchia (122°), ne perde 20.
Stesso degrado della situazione riscontrato in Italia (49°) e in Bulgaria. In Italia – Paese con il punteggio peggiore tra i sei fondatori dell’UE – gli attacchi della criminalità organizzata che prende sistematicamente di mira i giornalisti, le pressioni del Cavaliere sui mezzi di comunicazione, il DDL sulle intercettazioni spiegano la nuova posizione del Paese nella classifica RSF.
La Francia (43°) non se la cava molto meglio: nella classifica 2009 perde otto punti. La Russia (153°), perde 12 posti, classificandosi per la prima volta dopo la Bielorussia. Questa nuova posizione, tre anni dopo la morte di Anna Politkovskaya, è dovuta alle numerose uccisioni di giornalisti e di attivisti per i diritti civili, e alle continue aggressioni subite dai professionisti dell’informazione locali.
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