INCONTRO SULLO STRAGISMO IL 27 NOVEMBRE
Sabato 21 Novembre 2009 12:48

Nell'ambito del ciclo di incontri sull'Italia contempranea  "La Storia a portata...... di mano"

VENERDI’  27 NOVEMBRE  ore 17,30
“Quel  filo nero sangue”
a cura del prof.  Stefano  Gallerini


Da Portella della Ginestra alla Strage di Natale del 1984. Ruolo delle organizzazioni fasciste e degli apparati dello Stato, nella tragica  storia dell’Italia repubblicana.


L’incontro si svolgerà presso la Sede A.N.P.I.  Scandicci
via dei Rossi 26 (ex caserma Carabinieri)

Durante l’incontro proiezione di video e, al termine, aperitivo.

VI ASPETTIAMO !!!!

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione di Scandicci
Via dei Rossi 26  - 50018  Scandicci (FI)  tel. 055/254758
www.anpiscandicci.it


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MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANPI CONTRO IL RAZZISMO
Giovedì 19 Novembre 2009 17:15
Gli  antifascisti  hanno  buona  memoria

Manifestazione nazionale contro il razzismo, in ricordo delle vittime delle leggi razziali e della barbarie nazifascista.


Siamo un popolo che ha radici nell’emigrazione. Ne conosciamo la storia, l’urgenza. Il dolore del distacco, l’accoglienza sospettosa, denigratoria. Persecutoria.
Siamo un popolo che ha subito l’assurdità e la violenza di un regime. Un regime che ci ha imposto la guerra e l’oppressione straniera, strappandoci la libertà e la parola per esprimerla.
Un regime che ci ha imposto per legge l’odio razziale.
Siamo un popolo che ha perso i suoi figli migliori, per reagire e riconsegnarci a una possibile storia migliore: democrazia, diritti, pace.
Chi ci governa sembra aver perso la memoria. E tra noi c’è chi con un silenzio cieco, distratto, anche codardo sta trascorrendo indifferente giorni d’abominio.
Aprono galere per i mendicanti di pane e libertĂ . Li respingono alla morte quando chiedono accoglienza. Improvvisano squadre notturne per scovarli. Li denunciano quando hanno bisogno di cure. Siamo un popolo che, contro tutto questo, ha il dovere di reagire. Gli antifascisti hanno buona memoria.
L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dà a questo popolo appuntamento per ritrovare la strada. Insieme. E con la Resistenza e la Costituzione lavorare per il futuro.
Incontriamoci a Mirano (Venezia), Piazza Martiri della LibertĂ , sabato 12 dicembre, alle ore 15.
Mirano, tra il 25 luglio 1943 e il 27 aprile 1945: 15 partigiani, per lo piĂą sotto i 23 anni, cuori di libertĂ , vengono trucidati. Vogliamo ripartire da qui.








Per informazioni: ANPI Venezia: tel.041/5220897 - ANPI Nazionale: Tel. 06/3212345





Hanno giĂ  dato la loro adesione:
Cgil Arci Spi-Cgil Uil Acli Anolf Antigone Arcigay
Articolo 21 Associazione Nazionale Giuristi Democratici
Casa Internazionale delle Donne Cesvitem Onlus Cipax
Cipsi Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Coordinamento nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani
Emmaus Italia Federazione Nazionale Rom e Sinti Insieme Libera
Link-Coordinamento universitario Mondo senza guerre e senza
violenza Tavola della Pace Unione degli Studenti
Per aderire www.anpi.it .

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QUANDO IL NEOFASCISTA SI TRAVESTE DA NON CONFORME
Lunedì 16 Novembre 2009 18:03


Dal momento in cui a Scandicci si è svolto a settembre, il concerto-festa dei gruppi musicali neo-fascisti, organizzato dalla Fenice di Firenze, abbiamo pensato a questo: non possiamo rimanere inerti ed indifferenti rispetto all'esistenza di una realtà simile nel nostro territorio,  che diffonde idee basate sull'odio razziale e che esalta  il nazi-fascismo.

La Fenice di Firenze si definisce un’associazione culturale, una libreria, ma soprattutto una “comunità militante”.
Nata nell’Ottobre 2005, nel suo sito afferma che  “si propone di mostrare e far conoscere una via nuova, sconosciuta, sepolta forzatamente, accompagnata da un bagaglio culturale che da troppo tempo è rimasto nell’ombra…”. La Fenice, ha aperto un locale “Quota33" in via della Scala a Firenze che è libreria, luogo di incontro, aggregazione, dove ognuno, secondo loro,  “può rinfrancare  il proprio spirito”.

L’associazione gestisce anche  un sito  che  è un suo punto vendita on line (quota 33), dove si vendono spille, portachiavi, magliette e altro che a nostro avviso configurano l'apologia del fascismo e dei suoi simboli: si vendono infatti spille e portachiavi con i simboli delle ss, del fascio littorio, del teschio della x mas (reparto della rsi che insanguinò con le sue truci azioni vari paesi del Nord Italia), della croce celtica e altre di queste vergognose e “insanguinate” patacche.
Viene venduta anche una maglietta nera con fronte Pavolini e frase "Di tutta la Repubblica la meglio gioventĂą". Su manica sinistra toppa tricolore con fascio littorio stilizzato e firmata la Fenice.

Ma chi fu Pavolini?  Dal sito nazionale dell’A.N.P.I. ricaviamo la biografia del  gerarca fascista:
Fece parte delle più famigerate, violente e sanguinarie “squadre d'azione” fiorentine, diventando il “segretario della federazione fascista” di Firenze nel 1929.
Nel 1939 viene nominato ministro della cultura popolare e inaugura la stagione delle grottesche "veline", cioè “impartisce alla stampa indicazioni obbligatorie” per la presentazione degli avvenimenti. Ministero che venne tout court definito Minculpop. Alla defenestrazione di Mussolini, il 25 luglio 1943 con il voto del "gran consiglio del fascismo" si rifugiò nell'ambasciata tedesca.
Pavolini, con Ciano e altri, si rifugiò in Germania, da dove ritornò soltanto dopo la liberazione di Mussolini, per

partecipare all'ultima incarnazione del fascismo che fu la "repubblica sociale italiana".
Segretario generale del “partito fascista repubblicano”, fu uno dei più pertinaci accusatori dei "traditori" del 25 luglio, fucilati dopo il processo-farsa che venne imbastito a Verona.
Fondò la sua polizia, le “brigate nere”, che sparsero a piene mani, nelle città e nelle campagne, tortura e morte.
Negli ultimi giorni del Regime, Pavolini riesce a fuggire e nascondersi per breve tempo. Catturato, venne fucilato a Dongo con altri gerarchi, secondo l'ordinanza del Comitato di liberazione nazionale

Ci sembra pertanto necessario sapere chi abbiamo davanti e quali idee diffondono, per poterli isolare e smascherare: il linguaggio usato infatti, in questo come in altri siti, può trarre in inganno la ragazza o il ragazzo che vi si imbattono.

Esso non richiama direttamente  al fascismo ed alla dittatura, ma si parla genericamente di una realtà identitaria, non conforme  alternativa, movimentista, di area…..
Ma basta sollevare un po’ il tappeto e il …… sudicio di idee, personaggi e storie già conosciute, che sanno di intolleranza, violenza e di stragi,  appare evidente.

ORA  E  SEMPRE  RESISTENZA!!!!!
 
MADRI ORFANE DEI PROPRI FIGLI
Venerdì 13 Novembre 2009 08:02

Riportiamo di seguito le parole  di alcune madri orfane dei propri figli.  Un monito a tutti noi, perché non vengano dimenticati questi morti,  il ruolo dello Stato e dei suoi apparati, affinché ad una legalità teorica si sostituisca una legalità sostanziale.



Ricordando (in ordine di sparizione in anni recenti): Carlo, Dax, Marcello, Federico, Giuseppe, Renato, Riccardo, Aldo, Gabriele, Niki, Manuel, Stefano “Cabana”, Francesco, Stefano…
Noi madri, orfane di stato perché lo Stato ha ucciso i nostri figli, ha permesso che si facesse scempio della loro vita e della loro dignità.
Noi madri, che abbiamo visto come si può mentire, depistare, nascondere o mutilare le prove della violenza. Come si può sostenere impunemente che la vittima è un delinquente mentre chi delinque viene descritto come vittima.
Noi, che pure avendo le prove della violenza da parte di alcuni settori dello Stato abbiamo visto come lo Stato si auto assolve; come viene sospeso il diritto in piazza, in carcere o nelle caserme; come si legittima l’impunibilità di chi veste una divisa.
Noi che abbiamo dolorosamente toccato con mano il legame che unisce chi predica l'intolleranza contro chi appare debole o diverso, e chi la mette in pratica.
Noi che abbiamo visto sul piatto della bilancia la vita dei nostri figli pesare molto meno di un’automobile o una vetrina infranta.
Noi che davanti al corpo offeso dei nostri figli abbiamo detto “mai più”, ogni volta e di nuovo, inutilmente.
Noi testimoni, madri orfane dei nostri figli, chiediamo alle donne e agli uomini che ancora credono nel valore del diritto e della giustizia di testimoniare con noi, di unire le loro voci alle nostre per richiamare l’opinione pubblica di fronte alle proprie responsabilità.


Haidi Giuliani
Rosa Piro

Patrizia Moretti

Maria Ciuffi

Stefania Zuccai





 

Costituzione:  Art.13  “La libertà personale è inviolabile…E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”.
Art. 27 “…..L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva….Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.



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Cane ANPI

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