Il salto nel buio
Martedì 27 Aprile 2010 10:46

Il salto nel buio


Appello per la salvezza della Costituzione repubblicana e dello Stato democratico nati dall'antifascismo e dalla lotta di Liberazione e chiamata di tutti i cittadini, alle forze politiche e sociali democratiche e della sinistra ad un rinnovato patto per la sua difesa e attuazione



Articolo tratto da Liberazione -25/04/10






Stiamo per entrare dentro l’ennesima, torbida, fase di attacco alla Costituzione democratica e antifascista. Ma, a differenza delle precedenti fasi, in particolare dell’ultima, a cavallo tra il 2004 e il 2006 (qualcuno ricorderà i famosi “saggi di Lorenzago” dove i “nuovi “padri Costituenti” della destra progettarono il cambiamento della Costituzione), l’attuale ha al suo interno molti maggiori elementi di pericolosità.
In primo luogo per la dispersione, da oltre 2 anni, di quell’ampio schieramento democratico e progressista che si era aggiudicato tutte le consultazioni elettorali, amministrative e politiche, succedutesi nell’arco temporale 2002-2006 (sebbene d’un soffio le politiche del 2006) e, soprattutto aveva vinto, nettamente, il referendum costituzionale del 25 e 26 giugno 2006.
E lì parve che la sconfitta della destra fosse avvenuta anche nella società, uscita provata e ulteriormente impoverita dall’illusionismo berlusconiano, ma ahimé, i fatti immediatamente successivi s’incaricarono di dimostrare che così non era. E in effetti, al contrario di quanto molti di noi pensavano o auspicavano che venisse posto in essere da parte dello schieramento progressista, cioè la valorizzazione e il consolidamento, politico e culturale, dell’eccezionale risultato referendario, e quindi la riaffermazione della Costituzione, venne imboccata, subito e scelleratamente tutt’altra strada: il rilancio nel campo della destra del tema delle “riforme” costituzionali”!


Così facendo si dimostrava chiaramente – qualora non ci se ne fosse ancora adeguatamente convinti nel corso del tormentato quindicennio 1994-2008 – che gran parte delle nostre “classi dirigenti”, di fatto, avevano oramai assunto, nel profondo, assieme alle “coordinate” economico-sociali proprie della destra (il liberismo economico, l’assunzione, irriflessa e irrazionale, del tema del razzismo e conseguenti politiche securitarie…), anche la relativa e connessa “ideologia istituzionale” (accentuazione del momento decisorio di vertice – presidenzialismo nelle sue varie versioni, ridimensionamento della funzione delle assemblee elettive, centrali ma anche locali, dai propri compiti legislativo e di controllo, trasformazione radicale di quelle particolari associazioni di cittadini - i partiti politici, così come previsti dalla Costituzione all’art.49, che per tutta una lunga fase repubblicana avevano svolto un’importante funzione pedagogica per larghi strati della popolazione, quella “scuola gratuita di massa” secondo l’efficace definizione di Lelio Basso; il “ridimensionamento” dell’autonomia della magistratura..), dandone, tra l’altro, concreta prova nell’agire politico dell’ultimo quindicennio (modifica del Titolo V della Costituzione con i voti del solo centro-sinistra, aumento della precarietà del lavoro e connessa riduzione delle tutele, leggi elettorali restrittive della democrazia..).
Tutto ciò era avvenuto ben prima del tracollo elettorale del 2008, nel cui ciclo di emarginazione politica e sociale siamo tuttora immersi.
E ADESSO?
Il continuo degradarsi dello spirito pubblico e la connessa criminalizzazione del dissenso e della stessa agibilitĂ  democratica sono giunti a livelli quasi autoritari, sol che si pensi ai continui e quotidiani attacchi, rivolti da anni, dal capo del governo e dai suoi collaboratori, agli organi di informazione non ancora loro asserviti, e a tutti gli organi di garanzia e di autogoverno democratico e costituzionale.
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La carica dei partigiani junior!
Giovedì 22 Aprile 2010 08:09


La carica dei partigiani junior
Anpi, tanti iscritti sotto i 30 anni

L'Associazione nazionale ha raggiunto, nel 2009, 110mila iscritti. Un boom mai visto. Grazie a giovani e giovanissimi convinti di poter contribuire alla stessa causa di chi allora scelse di combattere per la democrazia e la libertĂ 

 


Articolo tratto da Repubblica.it -22 aprile 2010
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/22/news/partigiani_junior-3527429/









ROMA - PiĂą che mai rinvigorita. L'Anpi, l'associazione dei partigiani, fa un bilancio alla vigilia del 25 aprile, dal quale risulta che ha raggiunto 110 mila iscritti, nel 2009. Un boom mai visto. Ma soprattutto, dovuto alle nuove leve di "ragazzi partigiani", giovani e perfino giovanissimi che di guerra e Resistenza hanno solo sentito parlare, ma convinti di poter contribuire lo stesso alla causa per cui i partigiani doc lottarono e morirono: la democrazia e la Costituzione.


Un 25 aprile in cui non mancano le polemiche. A Mogliano, in provincia di Treviso non si suonerà "Bella ciao" 1. Anche se il sindaco leghista, Giovanni Azzolini nega: "Nessun problema a far suonare 'Bella ciaò alla banda comunale, se i partigiani lo chiedono", meglio, però, la 'Canzone del Piave', "che celebra il fiume sacro alla patria". Azzolini ricorda di "essere iscritto all'Anpi", non vuole sentire parlare di veti e davanti alle tv locali e sul web canta "Bella ciao" e parla di "fraintendimento". Tuttavia, ritiene che l'inno al Piave è più adatto, "tanto più che proprio da Mogliano la Terza Armata partì per riconquistare l'Italia". Protesta l'Anpi, ricordando che 'Bella Ciao è "canzone di tutti". I partigiani snocciolano i numeri: a controbilanciare il 10% di
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Sagra baccelli, pecorino, schiacciata e prosciutto
Lunedì 19 Aprile 2010 20:24
 
L'agnese va a morire e Laboratorio
Lunedì 19 Aprile 2010 20:18
 
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Cane ANPI

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