C'è chi dice NO! anche nel mondo della Cultura e dello spettacolo
Lunedì 15 Agosto 2016 19:38
Ilfattoquotidiano.it ha interpellato un campione significativo di personaggi celebri della società civile. Attori, musicisti, medici, registi. Che si schierano decisamente contro la riforma Renzi-Boschi. Chi in nome del padre partigiano, chi per le novità poco democratiche introdotte, chi per l'intervento pesante del governo. Ecco  alcune delle risposte.
 
di Valeria Chichi


BRUTTO IMPICCIO Fernando Aiuti, immunologo. «Voterò no perché questa riforma, che viene a costare un sacco di soldi, è una riforma a metà che non riduce i costi e limita soltanto il potere democratico dei cittadini. Politici di destra e di sinistra lo dicono: ancora una volta, un impiccio».
 
SOTTO RICATTO Rossella Brescia, conduttrice, ballerina. «Voto No perché c’è gente che è morta per la nostra Costituzione e credo che se si procede a una riforma, questa debba essere comunicata nel modo più corretto possibile ai cittadini. Invece mi accorgo che i contenuti di questa legge sono assolutamente in secondo piano, rispetto al ricatto di far cadere il Governo, che terrorizza tanti cittadini».
NON C’E’ DA FIDARSI Rosita Celentano, attrice, conduttrice. «Io sono grillina nel midollo, io di Renzi non mi fido e non lo stimo e non sono contenta di questa riforma. Mi sento presa per il culo. Sono sempre andata a votare e andrò a votare anche questa volta e voterò No».
POVERI ANIMALI Roberto Faenza, regista. «Non tutta la proposta governativa è da buttare, ma se si voleva fare una vera riforma, allora bisognava abolire del tutto il Senato. Voterò No soprattutto per il motivo che mi fanno orrore le argomentazioni di chi parla di veri partigiani, di gufi e civette, in attesa che si prendano di mira anche le galline e i maiali».
OCCHIO AI FASCI Carlo Freccero, autore televisivo, consigliere della Rai. «Il Governo vuole oggi “rottamare” la Costituzione. Ma il fatto che non esistano più nel panorama politico parlamentare partiti che possano definirsi ideologici, non significa che la nostra libertà non corra dei rischi. Il fascismo storico è morto. Ma quando Mussolini prese il potere, azzerò i partiti e sostituì i sindacati con le corporazioni, lo fece invocando gli stessi concetti di efficientismo e pragmatismo che autorizzano oggi il fronte del Sì a richiedere il disarmo della nostra Costituzione. Oggi non si tratta più di combattere il fascismo storico, ma lo strapotere delle multinazionali, il TTIP, la militarizzazione che ci ha fatto superare, il divieto esplicito nella nostra Costituzione, a fare la guerra. Oggi più che mai le minoranze parlamentari devono avere diritto di parola».
NERVI SCOPERTI Claudio Gioè, attore. «Sto seguendo il dibattito e ho le idee chiare: voterò No perché questa riforma attacca pericolosamente i nervi e la struttura della Costituzione che è basata sull’equilibrio dei poteri. Oltretutto trovo allucinante il rischio che i rappresentanti dei poteri locali insediati al Senato, guadagnino l’immunità parlamentare. Un pericoloso scudo magico».
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un voto per salvare la democrazia nata dalla Resistenza
Lunedì 01 Agosto 2016 20:20
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4 agosto, la liberazione di Scandicci
Venerdì 29 Luglio 2016 20:15
Giovedì 4 agosto 2016 si celebra il 72esimo anniversario della Liberazione di Scandicci. Il programma è organizzato dal Comune di Scandicci, dalla Presidenza del Consiglio Comunale, dalle associazioni Partigiane e Combattentistiche di Scandicci e dal Comitato permanente della Memoria. Alle celebrazioni per il 72esimo anniversario partecipano anche i Comuni di Firenze, San Casciano Val di Pesa, Lastra a Signa, Signa e la Regione Toscana con i gonfaloni. Il primo appuntamento del 4 agosto a Scandicci è alle 8,30 presso il Palazzo Comunale per il giro dei Cippi commemorativi; le celebrazioni si concludono alle 21,30 con i racconti di Leonardo Terreni sul padre Gino “L’artista, il partigiano, il padre” presso la Casa del popolo di Badia a Settimo Vittorio Masiani. Per le commemorazioni del pomeriggio è disponibile un bus gratuito e accessibile, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti.
 
“È sorprendente che si ritenga superfluo un reato come la tortura”
Sabato 23 Luglio 2016 14:39

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Intervista a Luigi Manconi tratta dal sito di Articolo 21

Il sangue scorre sui volti delle persone che si trovano alla scuola Diaz di Genova e nella caserma di Bolzaneto. Il corpo di Carlo Giuliani è a terra. Si sentono ancora le urla di quelle persone umiliate e violate, colpevoli di trovarsi in quel momento sotto la custodia di uno Stato che non c’è. O meglio, che c’è agisce nella sua forma peggiore: attraverso una violenza che per la Corte dei Diritti dell’Uomo si chiama tortura. In questi giorni, quindici anni fa, al G8 di Genova veniva aperta una ferita mai richiusa. Non c’era momento migliore insomma, per sospendere la discussione sul ddl tortura che andava faticosamente avanti dal 5 marzo 2014. Luigi Manconi, Presidente della Commissione Diritti Umani e primo firmatario del disegno di legge, dichiara ad Articolo21 che a lasciarlo stupito non è tanto la coincidenza temporale, quanto il fatto che una parte del Parlamento “ritiene non necessaria questa legge”.
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