4 Agosto 2010 - Cena per l’anniversario della Liberazione di Scandicci
dal Nazifascismo presso il giardino dell'Humanitas Scandicci
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Il 4 agosto 1944 Scandicci è tornata libera. Le truppe nazifasciste furono costrette a ritirarsi. Il prossimo 4 agosto saranno 66 anni da quell’evento che costò molto ai nostri concittadini, ma che è stato l’inizio di un periodo positivo per Scandicci e non solo.
Insieme con l’associazione Humanitas e d’intesa con l’associazione dei Combattenti e Reduci - dopo il doveroso omaggio ai caduti di S. Martino ed a tutti i caduti di quel duro periodo- si è deciso di ricordare quel felice evento con una cena -inizio alle 20,30- che avrà luogo nel giardino di fronte alla sede dell’Humanitas.
I soci ANPI, Humanitas, dei Combattenti e Reduci e tutti i cittadini che lo desiderano possono partecipare prenotandosi.
E’ necessario che la prenotazione abbia luogo entro il 31 luglio p.v.
La prenotazione può essere effettuata:
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per mail: indicando nome,cognome e numero del telefono -
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per posta: scrivendo ad ANPI via dei Rossi 26, 50018 Scandicci, indicando sempre nome,cognome e numero telefonico;
per telefono: telefonando –ore pasti- al numero di Idamo Batignani - 0557310977 o al cellulare 331/7140321.
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VI ASPETTIAMO!!!!!!!
Anche intellettuali ed artisti promuovono il tesseramento ANPI
Mercoledì 30 Giugno 2010 12:41
Campagna di Tesseramento ANPI promossa da intellettuali e artisti
IO MI TESSERO ANPI
io mi tessero ANPI
perchè credo nei valori della Resistenza
e in chi ha permesso e realizzato la Costituzione Italiana.
Io mi tessero ANPI
perchè credo in chi ha sacrificato la propria vita per il “bene comune” e per la democrazia.
Io mi tessero ANPI
perchè sostengo i valori dell’antifascismo e della memoria storica
e voglio che il sacrificio e il martirio di milioni di persone non si ripetano mai piĂą nella storia.
Io mi tessero ANPI
perchè la Resistenza non sia solo memoria del passato, ma esercizio del presente…
Per una nuova e costante resistenza, ora e sempre…per non dimenticare.
E’ partita in questi giornila Campagna di tesseramento all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), promossa da Dacia Maraini e Concita de Gregorio  con Moni Ovadia, Andrea Camilleri, Giuliano Montaldo, Margherita Hack, Gustavo Zagrebelsky, DarioFo, Franca Rame, Rosetta Loy, Mario Monicelli e tanti altri
Il governo attacca quotidianamente la Costituzione, il presidente della Repubblica e tutti gli organi di garanzia. Il Paese è in pericolo e ognuno di noi ha il dovere di difenderlo di Luigi M. Lombardi Satriani
"Quelle parole che grondano sangue" di Adriano Prosperi
Mercoledì 23 Giugno 2010 11:07
Mussolini? Un leader, con gli altri, tra gli altri. Così appare in mezzo a un'insalata mista di statisti italiani e di papi nella traccia più politica fra tutte quelle proposte agli esami di maturità . La traccia ha il tema conduttore del "ruolo dei giovani nella storia e nella politica". E introduce brani di discorsi sotto il titolo "Parlano i leader". Che cosa è un leader, il vocabolario Zingarelli che ho sott'occhio lo spiega così: "Capo di un partito o di un movimento politico di indiscusso prestigio". Indiscusso il prestigio di Mussolini? La traccia è completata da una frase fra tutte celebre, più di tutte esecrabile nella storia di un regime nato da un delitto: è quella tratta dal discorso pronunciato da Mussolini il 3 gennaio 1925 alla Camera. Questo è il discorso del leader proposto alla riflessione e all'ammirazione dei giovani. E' proprio quello della pagina più cupa e più truce della storia italiana: la rivendicazione della responsabilità personale di Mussolini nell'assassinio di Matteotti. Fu il discorso di un capobanda, di colui che si dichiarò capo di un'organizzazione a delinquere.
Questo e non altro dicono le frasi selezionate dagli esperti del ministero. Ora, se questo è un leader di indiscusso prestigio, è inevitabile che dalla memoria del paese e dalle menti dei suoi giovani scompaia l'ombra nobilissima di Matteotti. Il suo nome evocava finora una delle presenze più sacre della storia e della politica italiana del '900. Quel nome riassumeva da solo le virtù politiche del leader degno di essere ammirato e ricordato in un paese dove le regole democratiche sono state reintrodotte solo al termine di un conflitto mondiale, al prezzo di infiniti sacrifici e dolori, riemergendo a fatica dall'abisso della vergogna e della corruzione di ogni ordine civile. Se ha senso l'esistenza di una scuola pubblica come palestra di trasmissione di valori e formazione di una maturità civile e politica, il nome di Matteotti è quello che emerge dal bilancio storico del '900 italiano come il più degno in assoluto di essere ricordato: ci sono frasi del suo discorso parlamentare che sono scolpite nei luoghi di memoria del paese e che gli garantiscono l'indiscusso ruolo di vero leader nella nostra storia politica. Su testi come quelli i giovani possono imparare a esercitare i loro diritti e doveri di cittadini nella repubblica democratica e costituzionale dove credevamo di vivere. In tempi in cui la corruzione degli ordinamenti pubblici e dei comportamenti privati deprime ogni voglia di partecipazione onesta alla cosa pubblica, si dovrebbe riproporre alla conoscenza delle giovani generazioni non l'assassino ma l'assassinato.
La pagina scritta da questa proposta rappresenta un salto di qualità nella storia della scuola pubblica italiana di cui sarebbe sbagliato non registrare l'importanza. Abbiamo lamentato finora che a questa scuola sia stato imposto un regime di tagli tali da avvilire in tutte le forme la figura dell'insegnante e da far sbiadire l'offerta della scuola pubblica come luogo germinale della coscienza civile. Ma oggi per la prima volta è stata data una sterzata netta immettendo tra i modelli di testi su cui da oggi in poi si eserciteranno preventivamente i candidati all'esame di maturità il più ignobile tra tutti i documenti della nostra storia.
Nelle tracce di storia si accosta un brano di Primo Levi a una domanda di riflessione storica sulla vicenda delle foibe. Si tratta di una proposta che si presenta sotto il segno di una complicata bilancia politica: su di un piatto la violenza dei lager nazisti, sull'altro la violenza dei partigiani comunisti. Che poi si possa fare un ottimo lavoro seguendo sul serio la traccia delle foibe è un altro discorso: sappiamo infatti quanto lavoro sia stato fatto dagli esperti su questo tema, seguendo sui tempi lunghi il filo conduttore della tragica storia dei nazionalismi scatenati al confine orientale d'Italia con la fine dell'Austria imperiale.